19 dicembre 2011

vanishing vision

Oggi avresti compiuto 88 anni.
E' la quinta volta che questo giorno lo festeggio solo io, nella mia testa, chiudendo gli occhi e cercando con tutte le mie forze di vederti spegnere, anche solo se immaginariamente, quelle candeline. Ma oggi, dopo averci riflettuto già da tempo, mi rendo conto che la memoria non mi assiste più come prima.
Per quanto io provi a chiudere il mondo esterno fuori dal mio campo visivo, non succede niente. E la mera sensazione si trasforma in fatto.
Aiutarmi con delle vecchie foto mi sembra troppo scontato. Troppo semplice.
Non dovrei dimenticarmi di te, dopo tutto quello che è successo, tutto il male che hai subito ma sopportato, tutto il rimorso che ho provato e che ancora, a tratti, mi attanaglia.
Allora perché? Perché non riesco più a ricordare il tuo viso? Perché ogni volta che provo faticosamente a ricostruirlo immancabilmente fallisco e quei pochi frammenti che sono riuscita a ricostruire vanno in fumo?

Posso aver vagamente superato il fatto che tu non sia più al mio fianco, che tu non dorma più ad una parete di distanza da me, che tu non abbia fatto in tempo a vedermi diciottenne, diplomata o anche solo diversa dal fantasma informe che ero finché ci sei stata...
Ma io non posso, non devo, non voglio dimenticarti.
"Invece, inutile negarlo, la memoria si sta allontanando, e ho già dimenticato troppe cose. Nello scrivere seguendo i ricordi come faccio adesso, a volte vengo preso da una terribile angoscia. All'improvviso mi assale il dubbio di stare perdendo la memoria delle cose più essenziali. Il dubbio che tutti i miei ricordi più preziosi, accumulati in qualche zona buia del mio corpo, in una specie di limbo della memoria, si stiano trasformando in una massa fangosa.
E mi chiedo se di questo passo alla fine il suo viso non sarà inghiottito dall'oscurità."
- 村上 春樹,  ノルウェイの森 

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